Terapie
Trattamenti
Nonostante i notevoli progressi nel trattamento della MC, non esiste oggi una terapia in grado di curare in modo definitivo la malattia.

Lo scopo delle terapie correntemente utilizzate è quello di controllare i sintomi, indurre la remissione nelle fasi di attività e cercare di mantenere la remissione il più a lungo possibile.

Il medico puo' prescrivere una sola terapia o una combinazione di esse.

I farmaci comunemente utilizzati nel trattamento della MC da soli o in combinazione, sui quali vi è una evidenza scientifica sono i seguenti:

  • Aminosalicilati (Salazopirina e 5-ASA)
  • Antibiotici (Ciprofloxacina e Metronidazolo)
  • Corticosteroidi (classici, Budesonide, Beclometasone dipropionato)
  • Immunosoppressori (Azatioprina, 6-MP, Methotrexate)
  • Biologici approvati (Infliximab*, Adalimumab*)
  • Biologici in corso di sperimentazione (Certolizumab Pegol, Natalizumab)

* Approvato da F.D.A. (Food and Drug Administration - Agenzia governativa americana preposta al monitoraggio dei farmaci e alla loro immissione sul mercato USA) ed A.I.F.A. (Agenzia Italiana del Farmaco - organismo di diritto pubblico che opera sulla base degli indirizzi e della vigilanza del Ministero).

E' il medico gastroenterologo, insieme al tuo medico curante, a decidere la terapia adatta al tuo caso.

E ricorda, le medicine non sono efficaci, se non assunte correttamente e secondo prescrizione. Anche se ti senti bene, devi sempre assumere le medicine prescritte in modo esatto, secondo le indicazioni del tuo medico.

Chirurgia

La riduzione sensibile della qualita' di vita e la scarsa risposta alla terapia medica o l’insorgenza di complicanze in una persona affetta da MC, puo' comportare la necessita' di un intervento chirurgico, con una remissione clinica di durata variabile, spesso abbastanza lunga. Uno degli obiettivi delle terapie mediche per la MC e' di ridurre il ricorso alla chirurgia.

Da recenti studi, risulta che i pazienti con malattia di Crohn hanno una probabilita' di intervento chirurgico a 10 anni dell'80 %.

Dopo 1 anno il 73 % ha la recidiva endoscopica (La recidiva endoscopica e' la presenza di lesioni intestinali in particolare a livello delll'anastomosi chirurgica - per esempio ileo-colica o colo-colica - senza sintomi clinici - e cioe' diarrea, dimagrimento, dolore addominale ecc) ed il 20 % ha la recidiva clinica (La recidiva clinica e' la presenza di sintomi clinici. E' chiaro che chi ha la recidiva clinica deve avere una recidiva endoscopica - o radiologica - o nella sede dell'intervento o in un'altra sede intestinale).

Mentre dopo 10 anni il 50 % ha la recidiva clinica e il 20-30 % subisce il 2° intervento chirurgico


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